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OASI DOMUS

oasi domus blu

27 Ottobre 2018

INAUGURAZIONE OASIDOMUS

“Un sogno che si realizza, una cosa che abbiamo in mente da sempre, da quando erano piccoli i nostri figli ci accompagna il pensiero di cosa faranno dopo di noi, parole che sento spesso ma che nel nostro caso assumono un significato ben più profondo. Abbiamo lavorato alla costruzione di qualcosa che possa restare quando non ci saremo più, ed è maturata questa idea di gestione innovativa della comunità che andiamo a inaugurare”

01 Febbraio 2018

Apre le porte l’OASI DOMUS 🙂 🙂 🙂

 

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Oasi domus brochure esplicativa con foto

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Mercoledì 10 maggio 2017 Convegno “La sperimentazione di una unità per disabili: una nuova prospettiva di vita – La Comunità Familiare Oasi Domus”

Leggi la brochure

Gli interessati possono scaricare il Facsimile della domanda di inserimento da far pervenire in associazione:

Domanda inserimento

REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO E L’ACCESSO ALLA COMUNITA’ FAMILIARE OASI DOMUS DI BUSTO GAROLFO 

ART. 1 – Definizione del servizio

L’Oasi Domus è una comunità familiare per disabili ospitata presso uno stabile di proprietà del Comune di Busto Garolfo, sita in via S. Remigio, 42 e direttamente gestita dall’Associazione di promozione sociale “Genitori per la Promozione Umana” ONLUS (GPU) di Busto Garolfo. E’ un’unità di offerta sperimentale e come tale non ha standard gestionali e funzionali predefiniti.

L’Oasi Domus intende assicurare una soluzione residenziale a carattere sia temporaneo che permanente, a favore di persone disabili adulte. La struttura garantisce soluzioni sostitutive del nucleo famigliare, qualora lo stesso sia inesistente, impossibilitato o affaticato nell’assolvere i propri compiti, oppure qualora sia utile alla persona disabile lasciare il proprio domicilio, sempre che, per le necessità sanitarie o i problemi comportamentali del disabile, non sia necessario il ricorso a soluzioni residenziali maggiormente protette.

Pertanto l’Oasi Domus è una struttura aperta al territorio che si pone le seguenti finalità:

  • Accogliere un piccolo numero di persone disabili al fine di mantenere un clima interno simile a quello familiare
  • Contenere al massimo i cambiamenti rispetto alle abitudini di vita. A tale proposito le persone disabili accolte manterranno, di norma, la frequenza ai centri diurni e le relazioni sociali preesistenti all’ingresso.
  • Garantire l’assistenza necessaria, anche in quelle situazioni di grave compromissione funzionale.
  • Offrire un ambiente stimolante tramite la presenza di volontari, l’avvio di nuovi legami e la partecipazione a momenti socializzanti sul territorio  

ART. 2 – Modularità dell’intervento

La struttura residenziale offre tre diverse tipologie di servizio:

  1. il servizio RESIDENZIALE continuativo rivolto a disabili senza famiglia o con famiglie che, per problemi insormontabili, non riescono più a farsi carico della loro assistenza
  2. il servizio RESIDENZIALE temporaneo della durata massima di tre mesi non rinnovabili. L’inserimento temporaneo viene definito tale a fronte di un chiaro progetto, anche nell’emergenza, stilato e condiviso dalla Commissione, di cui all’art. 6, con i Servizi Sociali del Comune di residenza del disabile e di chi svolge le funzioni tutelari, nel quale vengano messi in evidenza la finalità dell’intervento e le tappe di sviluppo dello stesso
  3. il servizio RESIDENZIALE breve (esempio week-end). Dura al massimo quindici giorni e viene concordato con chi svolge le funzioni tutelari del disabile. E’ finalizzato ad offrire un breve momento di respiro.

ART. 3 – Destinatari

Possono accedere all’Oasi Domus le persone disabili adulte, di età inferiore a 60 anni, con handicap fisico e/o psichico, non in grado di vivere in modo autonomo, senza famiglia o con famiglie che si trovino in situazione di difficoltà.

Non verranno accolte persone che presentino, a giudizio della Commissione di cui all’art. 6 del presente regolamento, particolari problemi comportamentali, patologie psichiatriche o problematiche sanitarie tali da rendere necessario l’intervento di un operatore specializzato per l’assistenza quotidiana.

Viene data precedenza all’ingresso, in regime di ricovero continuativo, ai residenti nel territorio, privilegiando i disabili iscritti all’associazione GPU da almeno 24 mesi.

La saturazione della comunità è fissata in massimo sei persone disabili conviventi. Pur accogliendo persone con gravi o gravissime limitazioni funzionali, la loro accoglienza verrà valutata rispetto al carico assistenziale complessivo.

Tutti i disabili che accederanno al servizio, o i loro tutori o i loro amministratori di sostegno, dovranno essere iscritti all’associazione o provvedere a formalizzare l’iscrizione che dovrà essere rinnovata annualmente per tutto il periodo di permanenza in comunità. La quota di iscrizione è quella definita annualmente dal consiglio direttivo dell’associazione GPU.

ART. 4 – Configurazione del servizio

Al fine delle garanzie di tutela, tutti i disabili che accederanno alla struttura dovranno essere in possesso di provvedimento di nomina di un amministratore di sostegno o di un tutore o, quantomeno, vi dovrà essere l’avvio documentato di una fra le pratiche citate a cura della famiglia o dell’ente pubblico.

Gli amministratori di sostegno, o i tutori, saranno chiamati dall’ente gestore a collaborare con gli operatori nell’interesse del disabile e a vigilare, assieme ai responsabili del servizio, sulla qualità delle prestazioni erogate. Gli stessi collaboreranno con l’ente gestore nella predisposizione del progetto di vita che verrà predisposto per ogni disabile inserito nell’Oasi Domus.

Agli ospiti, per qualsiasi tipologia di residenzialità prevista, verrà garantita l’assistenza necessaria al soddisfacimento delle loro funzioni primarie, il vitto, il lavaggio degli indumenti, la somministrazione dei farmaci, fatta salva l’autorizzazione formale rilasciata da chi svolge funzioni tutelari, l’accompagnamento per quanto possibile agli ambienti di norma frequentati, la partecipazione a feste e gite.

Non verranno invece assicurati dall’ente gestore della struttura:

  • l’assistenza sanitaria, che dovrà essere garantita dagli enti preposti come se si trattasse di persona disabile accudita al domicilio
  • l’acquisto di vestiario o di altri beni personali. (Tale funzione, su delega, potrà essere assicurata dall’ente gestore, ma richiedendo il rimborso della spesa sostenuta)

ART. 5 – Personale

L’assistenza ai residenti presso l’Oasi Domus verrà garantita tramite tre operatori con competenze socio assistenziali (diplomati ASA o con competenza acquisita), assunti tramite contratto di collaborazione domestica con convivenza solidale, che si alterneranno sulle 24 ore. Durante gli orari di permanenza dei disabili nell’alloggio (normalmente durante la prima mattina, la sera e la notte), sarà garantita la presenza contemporanea di due operatori.

L’ente gestore, inoltre, promuove ed incentiva la presenza del volontariato nella gestione della struttura, quale risorsa preziosa ed insostituibile presente nella comunità locale.

I volontari all’interno della struttura, favoriscono un clima ricco di relazioni e di sollecitazioni, potenziando il collegamento con gli ambienti esterni.

I volontari interverranno assicurando funzioni di compagnia, animazione e accompagnamento all’esterno

ART. 6 – Modalità di accesso e dimissione

L’accesso alla struttura, riservata alle persone che presentino le caratteristiche riportate nell’art. 3 del presente regolamento, avviene tramite richiesta inoltrata all’associazione “Genitori per la Promozione Umana”, compilando l’apposito modulo di richiesta di inserimento.

La decisione di accoglimento, in presenza di posti disponibili, verrà presa in maniera congiunta da una Commissione, composta da tre soci designati dal Consiglio Direttivo dell’Associazione e da esso disciplinata, che svolgeranno tale funzione a titolo totalmente gratuito. Di volta in volta tale Commissione potrà decidere anche l’eventuale percorso di avvicinamento delle persone disabili alla Comunità, finalizzato al buon esito dell’inserimento stesso. La citata Commissione si pronuncerà inoltre sui casi particolari di dimissione come previsti successivamente.

Per quanto riguarda il la residenzialità temporanea, di cui al punto 2 dell’art. 2 del presente regolamento, la stessa sarà sempre deciso previo coinvolgimento dei servizi territoriali di riferimento della persona che si intende far accedere alla comunità.

La dimissione di un ospite può essere determinata:

  • dal suo tutore o amministratore di sostegno o dall’espressa volontà della persona con disabilità
  • dal cambiamento delle sue condizioni sanitarie
  • da comportamenti che siano di forte disturbo per gli altri ospiti e rendano impossibile la convivenza

Ne consegue quindi che in qualsiasi momento, per giustificati motivi e nell’interesse dei residenti presso l’Oasi Domus, sarà possibile procedere alle dimissioni, anche con decisione unilaterale, sia per le persone accolte in regime di residenzialità continuativa, sia per chi è stato accolto in regime temporaneo, anticipando i tempi di dimissione.

ART. 7 – Definizione retta e modalità di pagamento

L’ammissione alla Comunità comporta il pagamento di una tariffa giornaliera così definita:

 

L’eventuale intervento economico di integrazione della retta a favore della persona ammessa, verrà disciplinato autonomamente dal Comune di residenza dell’ospite, con apposito regolamento. Il Comune di residenza, in questo caso, dovrà prevedere idonee garanzie a fronte dell’impegno di sostegno assunto.

La retta (o l’integrazione della stessa) dovrà essere direttamente corrisposta dagli interessati, tramite bonifico, all’associazione “Genitori per la Promozione Umana” con cadenza mensile, entro il giorno 10 del mese successivo.

Le spese che attengono a prestazioni/servizi non comprese in quelle che concorrono a determinare la tariffa giornaliera, saranno sostenute da parte dell’interessato o dagli obbligati per legge.

ART. 8 – Assistenza medica

L’assistenza medica per ogni persona inserita nell’Oasi Domus è prestata dal medico di medicina generale.


PASSO A PASSO LA NOSTRA OASI DOMUS

A CHE PUNTO SIAMO?

I lavori di ristrutturazione procedono. Gli interni sono quasi conclusi. Manca ancora il montacarichi…

Ecco alcune foto: è possibile fare una comparazione fra prima dei lavori e dopo i lavori…

Prima

Prima

Dopo

Dopo

Prima

Prima

Dopo

Dopo

Dopo

Dopo

Prima

Prima

Dopo

Dopo

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Il corredo dell’Oasi Domus aumenta…ci è stata donata l’effige di una madonna che verrà appesa fuori dalla porta dello stabile. Qualcuno effre di più?

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L’occasione offerta dal Comune di Busto Garolfo

L’associazione, giunta al suo venticinquesimo anno di attività sta “invecchiando”. Nonostante un certo ricambio generazionale, i disabili che frequentano l’associazione dal suo nascere non sono più giovanissimi ed i loro genitori sono diventati anziani. Alcuni amici “fondatori” ci hanno già lasciato ed altri cominciano a presentare seri problemi di salute. Da alcuni anni, quindi, all’interno dell’associazione, si sta valutando la possibilità di far nascere una struttura residenziale che possa venire incontro ai bisogni personali di quei disabili  che non riescono a trovare più risposte soddisfacenti all’interno del contesto familiare, Di fronte alla possibilità di giocarsi in prima persona nella gestione di un progetto così ambizioso, i soci hanno sempre manifestato atteggiamenti ambivalenti: da una parte paure e perplessità, dall’altra la voglia ed il desiderio di creare e gestire un servizio residenziale che, pensato secondo le proprie esigenze, si presentasse come innovativo. Le Amministrazioni Comunali che si sono succedute a Busto Garolfo alimentavano le aspettative promettendo un terreno sul quale poteva nascere il servizio. In realtà, un po’ per l’incertezza dell’Amministrazione ad identificare l’area, un po’ per le difficoltà premesse, di fatto il progetto non è mai decollato.

Ora invece l’Amministrazione Comunale ha identificato un appartamento, nel quale potrebbero essere ricavati pochi posti letto, che intenderebbe affidare per la sperimentazione di una comunità familiare.

Si ritiene che questa sia un’occasione davvero importante per cominciare a fornire qualche risposta al problema rivolgendosi soprattutto, ma non solo, ai disabili residenti in paese e sperimentando una formula gestionale che, se funzionante in piccolo, potrebbe essere poi riprodotta per imitazione o implementata su grande scala.

La vision

La comunità che si intende realizzare dovrebbe avere le caratteristiche elencate e spiegate di seguito. Si ritiene infatti che, proprio perché pensata da chi vive in prima persona il disagio dell’handicap, la struttura riuscirà a distinguersi e connotarsi come innovativa.

La comunità dovrà quindi:

  • avere un costo sufficientemente basso, da poter essere sostenuto dalle famiglie che affideranno ad essa i propri figli
  • non precludere l’ingresso ai disabili che richiedono un alto carico assistenziale in termini di accudimento e tutela
  • essere inserita nel territorio
  • avere le caratteristiche di una “comunità familiare”
  • essere sostenuta dalla continua presenza di volontari e genitori

Viene cioè assunta come prioritaria la qualità della vita delle persone residenti, intesa come ricchezza di rapporti e attenzioni personalizzate, assieme alla volontà di offrire un servizio a prezzi contenuti e sostenibili dalle famiglie.

L’associazione pensa ad un servizio a prezzi contenuti per renderlo fruibile non solo sulla emergenza. Infatti la struttura, oltre ad essere destinata a persone rimaste senza genitori dovrebbe consentire di svolgere funzioni di appoggio alle famiglie. Si farà in modo di renderla “conosciuta” ai disabili quando ancora i genitori possono svolgere un ruolo di appoggio all’inserimento. La comunità si dovrebbe connotare come una opportunità di vita al di fuori del contesto familiare anche con genitori ancora in vita. Questo non significa anticipare i tempi dell’ingresso, ma semplicemente provare la convivenza, utilizzando le modalità flessibili di inserimento che verranno proposte.

Si ritiene altrettanto importante dare possibilità di ingresso a tutti i disabili indipendentemente dal livello di assistenza necessitante. Infatti, generalmente, le comunità vengono pensate per persone con autonomie conservate e non per disabili “gravi” che vengono invece indirizzati verso le Residenze Sanitarie per Disabili. Si assume quindi, come possibile, l’accoglienza anche di “gravi o gravissimi” intendendo, con questi termini, disabili che richiedono un elevato impegno assistenziale, ponendo quale unico limite l’assenza di problemi sanitari importanti (per esempio persone in nutrizione artificiale). Sarà tuttavia necessario calibrare il numero degli ospiti con scarse autonomie personali, con la presenza di altri disabili che necessitano di minori interventi, per riuscire a garantire la qualità delle cure.

La struttura residenziale dovrà mantenere un forte legame con il territorio. Infatti si presume che la scelta di allontanare i disabili dalla famiglia, per l’inserimento in una nuova casa, avvenga sempre a fronte di accadimenti particolari e, pur se l’ambiente di nuova dimora è conosciuto alla persona, rappresenta sempre un cambiamento che comporta disagio. Risulta quindi importante che il disabile possa continuare il più possibile a frequentare gli ambienti a lui consueti: il Centro Diurno, gli ambienti ricreativi e, laddove possibile, la famiglia di origine in alternanza alla comunità. E’ chiaro che simile impostazione comporta che la casa di accoglienza sia una sorta di “comunità familiare” dove il disabile possa vivere e possa trovare risposta ai propri bisogni di assistenza. Così come nella famiglia il disabile vive momenti di tranquillità dopo aver dedicato energie per l’assolvimento degli impegni quotidiani extra familiari, nella nuova “comunità familiare” potrà trovare attenzioni e cure, ma anche, se lo desidera, momenti di privacy.

La comunità sarà di tipo “familiare” proprio per la presenza costante dei genitori che in qualche misura accoglieranno, in un ottica di mutuo aiuto, la “delega” di altri genitori associati ad occuparsi dei propri figli e coinvolgendo, inoltre, a svolgere un ruolo attivo, anche i tutori o gli amministratori di sostegno dei disabili orfani.  

Chiaramente la struttura dovrà essere sostenuta ed animata anche dai volontari.

In merito al coinvolgimento di genitori e volontari in un ottica di reciproco aiuto, l’associazione può contare su un’esperienza più che decennale di volontariato e sente di essere in grado di raccogliere anche nuove disponibilità proprio facendosi forte di questa struttura in fase di avvio.

Cosa esiste sul territorio

L’offerta

Prima di pensare alla realizzazione della comunità, sono state prese in esame le residenze per disabili presenti in zona. In particolare sono state considerate le strutture ubicate sui territori comunali afferenti al Distretto Socio Sanitario di Legnano.

La situazione è risultata essere la seguente:

 

Denominazione Ente Gestore Comune n° posti letto retta giornaliera

La Sequoia

Don Gnocchi Milano

Legnano

20

€ 65,00

La Stella Polare

Comune di Canegrate

Canegrate

7

€ 70,00

Casa Mia

Cooperativa “La Ruota”

Nerviano

10

€ 104,00

 

Come si può notare la soluzione più economica comporta alle famiglie un esborso mensile di € 1.950,00, a stento sostenibile senza l’intervento di un ente pubblico. Inoltre, visti i costi, risulta difficile pensare che a fianco della soluzione residenziale possa essere garantita la continuità di frequenza ai centri diurni, costringendo i disabili ad un’interruzione delle abitudini e dei rapporti istaurati all’interno del territorio. Ancor più difficile risulta ipotizzare di poter usufruire di un servizio residenziale, se non in presenza di problematiche familiari impellenti: il servizio rischia davvero di essere un “dopo di noi” lasciando i genitori nell’ansia di non sapere cosa succederà al figlio nel momento in cui non potranno essere più garanti della sua assistenza.

La domanda

E’ difficile stimare quale sia il bisogno di residenzialità espresso dal territorio, anche in considerazione del fatto che le famiglie, pur in presenza di problemi di assistenza, difficilmente scelgono per il figlio la soluzione residenziale. E’ pur vero, d’altra parte, che i servizi del territorio si presentano poco flessibili. Per esempio, non garantiscono sollievi o ricoveri sull’urgenza. Ancor meno accettano accoglienze di pochi giorni, che potrebbero esser invece utili se inserite in progetti di tipo educativo o di sostegno alle famiglie.

Per cercare di quantificare il bisogno, si potrebbe considerare il numero delle persone frequentanti i centri diurni esistenti nel territorio. I Centri Diurni Disabili (CDD), che accolgono disabili “gravi e gravissimi”, ubicati nel territorio del distretto di Legnano sono tre e risultano frequentati da 76 soggetti. Inoltre nella zona sono presenti ben sette Servizi di Formazione all’Autonomia (SFA) che, prevalentemente, accolgono persone adulte con disabilità lieve o medio grave. Pur non essendo in possesso del numero dei frequentanti gli SFA, lo si può stimare per difetto attorno ai 70 soggetti. Se ne deduce che il numero di disabili della zona frequentanti i centri diurni si aggira attorno a 150 unità. Va sottolineato che, normalmente, chi viene inserito in una struttura residenziale cessa di frequentare i centri diurni, sia per indicazioni date dalla normativa regionale, che considera le Residenze Sanitarie per Disabili (RSD) multifunzionali ed eroganti anche attività diurne, sia per il problema di non potersi permettere costi aggiuntivi a quelli già previsti per la retta in comunità.

Da una breve esplorazione effettuata presso i Servizi Sociali del Comune di Busto Garolfo, è emerso che esisterebbero quattro disabili che, da subito, potrebbero trarre vantaggio da un inserimento in struttura e che comunque potrebbero essere nell’ordine della quindicina le famiglie di disabili a rischio, rispetto alla necessità di recuperare una soluzione residenziale.

Costi sostenibili

Al fine di ipotizzare quale sia la retta sostenibile dalle famiglie per una struttura residenziale, si è cercato di stimare il “reddito” dei disabili. Questa operazione sembra interessante in quanto, normalmente, chi progetta i servizi si pone l’obiettivo di strutturare qualcosa di qualitativamente valido, passando a valutarne i costi solo in un secondo momento.

Per l’associazione la vera sfida è cercare di creare qualcosa di valido, mantenendo una retta contenuta.

Un disabile può contare generalmente sulla pensione di invalidità civile e sull’indennità di accompagnamento.

pensione di invalidità       € 246,73

indennità                        € 465,00

Totale                            € 711,73

Si può ipotizzare, inoltre, che, trattandosi di famiglie in difficoltà, al punto di delegare l’assistenza, i nuclei che sostengono disabili necessitanti di una soluzione residenziale siano famiglie monoparentali e che quindi il disabile possa contare anche su una minima pensione di reversibilità o che, comunque, la famiglia possa in parte aiutare per la copertura della retta.

Il costo sostenibile del servizio potrebbe quindi aggirarsi attorno ad € 1.000,00 mensili.

L’appartamento

L’appartamento è situato a Busto Garolfo in Via Alfredo di Dio. E’ all’interno di un complesso di appartamenti di edilizia popolare con un lato rivolto verso il cortile dell’adiacente Residenza Sanitaria per Anziani “San Remigio” gestita dalla Fondazione “Il Cerchio”. L’appartamento non è ubicato al centro del paese, ma non si trova neppure troppo distante da esso. Esiste inoltre un disegno affinché la linea di bus che collega il paese alle stazioni ferroviarie e alle grandi città vicine (Legnano, Milano) effettui capolinea proprio nelle adiacenze della comunità.

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Dove si trova lo stabile?

Presso il complesso di appartamenti situato fra la Chiesa di San Remigio e la RSA “San Remigio”.

Lo stabile

Come sarà l’Oasi Domus?

Ecco la planimetria…

planimetria con arredamento

 

 

Le tipologie di servizio offerto

La struttura residenziale offre tre diverse tipologie di servizio:

  1. il servizio residenziale continuativo rivolto a disabili con famiglie che, per problemi insormontabili, non riescono più a farsi carico della loro assistenza
  2. il servizio residenziale temporaneo della durata massima di tre mesi.  L’inserimento temporaneo viene definito tale a fronte di un chiaro progetto, anche nell’emergenza, stilato in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune di residenza del disabile e la sua famiglia, nel quale vengano messi in evidenza la finalità dell’intervento e le tappe di sviluppo dello stesso
  3. il servizio residenziale breve della durata di pochi giorni (settimana, week-end). Dura al massimo quindici giorni e viene concordato con la famiglia del disabile. E’ finalizzato ad offrire un breve momento di respiro.

In tutte e tre le tipologie di servizio, ai disabili verrà garantita l’assistenza necessaria al soddisfacimento delle loro funzioni primarie, il vitto, il lavaggio degli indumenti, la somministrazione dei farmaci, fatta salva l’autorizzazione formale rilasciata da chi svolge funzioni tutelari e sotto la supervisione e responsabilità dei genitori, l’accompagnamento agli ambienti di norma frequentati, la partecipazione a feste e gite.

Non verranno invece assicurati dall’ente gestore della struttura:

o   l’assistenza sanitaria, che dovrà essere garantita dagli enti preposti come se si trattasse di persona disabile accudita al domicilio

o   l’acquisto di vestiario o di altri beni personali. (Tale funzione potrà essere assicurata dall’ente gestore, ma richiedendo alla famiglia il rimborso della spesa sostenuta)

L’accesso al servizio

La struttura può accogliere fino a sei disabili. Al fine di garantire uno standard assistenziale adeguato, non sarà possibile l’ospitalità contemporanea di più di due disabili “gravi”.

La struttura si rivolge a disabili adulti non in grado di vivere in modo autonomo e con famiglie che si trovano in situazioni di difficoltà. Di norma, non vengono accolte persone che presentino patologie psichiatriche e persone con problematiche sanitarie tali da rendere necessario l’intervento di un operatore specializzato per l’assistenza quotidiana. Viene data precedenza per l’ingresso, in regime di ricovero continuativo, ai residenti sul territorio, privilegiando i disabili di Busto Garolfo ed i figli degli associati. In mancanza di richieste, potranno essere soddisfatte le domande di persone residenti nei Comuni limitrofi. Per il ricovero continuativo vengono riservati quattro posti.

L’inserimento temporaneo viene definito tale a fronte di un chiaro progetto riferito alla persona e stilato in collaborazione con i Servizi Sociali e la famiglia o l’amministratore di sostegno o il tutore. Tale progetto dovrà mettere in evidenza la finalità dell’intervento e le tappe di sviluppo dello stesso. Per il ricovero temporaneo, viene riservato un posto.

Per quanto riguarda l’inserimento di breve durata, si ritiene di fissare, quale unico vincolo, quello della disponibilità del posto. Il servizio di residenzialità breve, concordato con le famiglie dei disabili interessati, viene attivato ogni qualvolta se ne faccia richiesta, compatibilmente con la disponibilità del posto. Per tale servizio viene riservato un unico posto.

L’accesso alla struttura sarà deciso dall’ente gestore che, rilevata la situazione del richiedente e la disponibilità del posto, autorizzerà l’accoglienza previa valutazione della compatibilità del futuro ospite rispetto alle caratteristiche della comunità in quel momento.

Al fine delle garanzie di tutela, tutti i disabili che accederanno alla struttura, dovranno essere in possesso di provvedimento di nomina di un amministratore di sostegno o di un tutore o, quantomeno, vi dovrà essere, simultaneamente al ricovero, l’avvio di una fra le pratiche citate a cura della famiglia o dell’ente pubblico. Gli amministratori di sostegno o i tutori saranno chiamati dall’ente gestore a collaborare con gli operatori nell’interesse del disabile e a vigilare, assieme ai responsabili del servizio sulla qualità delle prestazioni garantite. Saranno quindi “co-responsabili” della gestione della comunità per tutto il periodo di permanenza del loro congiunto in struttura.

Il personale

Per la gestione della comunità si prevede l’assunzione di tre assistenti familiari, tramite contratto di collaborazione domestica con convivenza solidale. La presenza di posti letto nell’alloggio, in esubero rispetto al numero di ospiti previsti, rende inoltre possibile la stipula di accordi per la convivenza solidale. Concretamente, agli operatori verrà garantito l’alloggio in cambio di prestazioni volontarie che consistono nella presenza all’interno dell’abitazione in orari concordati con l’ente gestore, senza tuttavia svolgere attività lavorativa. In tale modo si riesce a garantire la presenza costante di due operatori, uno attivo ed uno di appoggio, a copertura delle varie emergenze.

Per gli operatori si richiedono le seguenti caratteristiche:

  • diploma ASA o esperienza maturata sul campo
  • predisposizione al lavoro di cura
  • capacità di parlare la lingua italiana (se stranieri)
  • possesso di tecniche per la movimentazione dei malati
  • disponibilità a concordare la presenza in struttura, a fronte della messa a disposizione dell’alloggio.

Le funzioni che gli ausiliari dovranno assicurare, saranno:

  • alzata e messa a letto (igiene personale, vestizione)
  • assistenza durante i pasti
  • vigilanza e tutela
  • compagnia
  • lavaggio e stiratura di biancheria ed indumenti
  • pulizia dell’alloggio
  • somministrazione della terapia farmacologica, secondo precise indicazioni date e sotto la responsabilità e la supervisione dei genitori o di chi ha la funzione di protezione giuridica,

Per la turnazione i periodi di lavoro considerati sono stati:

  • mattina del giorno feriale: dalle ore 7 alle ore 9 (2 ore)
  • pomeriggio del giorno feriale: dalle ore 16 alle ore 22 (6 ore)
  • mattina del sabato e della domenica: dalle ore 7 alle ore 14 (7 ore)
  • pomeriggio del sabato e della domenica: dalle h. 14 alle ore 22 (8 ore)

Il turno di riposo scatta dalle h. 22 della sera antecedente il primo giorno di libertà e si estende fino alle h. 22 del secondo giorno di libertà per un totale di 48 ore consecutive. Il riposo è previsto dopo ogni quattro giorni lavorativi dei quali due svolti a pieno servizio e due computati con un numero di ore inferiore, ma comunque con la presenza dell’operatore in convivenza solidale.

Il computo totale delle ore mensili è ad di sotto del massimo contrattuale annuo previsto. In tal modo, si potrà ovviare all’eventuale necessità di ore aggiuntive date dalla impossibilità dei disabili di frequentare i Centri Diurni a causa di malesseri o di altre evenienze.

Al personale verrà garantito, a rotazione, un mese di ferie ed è quindi previsto, da subito, l’assunzione di un quarto assistente familiare per tre mesi durante il periodo estivo (o altro periodo da concordare).

La turnazione proposta vede la compresenza costante di due operatori nei momenti di presenza dei disabili nell’alloggio. Anche durante la notte, quindi saranno presenti sempre due assistenti familiari dei quali uno in servizio (che potrà tuttavia dormire se non si presenteranno bisogni particolari) ed uno in convivenza solidale che subentrerà, in appoggio all’altro operatore, solo su emergenze.

L’associazione, inoltre, avrà cura di disporre di una reperibilità infermieristica tramite l’individuazione diretta di un professionista oppure tramite convenzionamento per esempio con la adiacente RSA “San Remigio”

Il volontariato

L’ente gestore promuove ed incentiva la presenza del volontariato nella gestione della struttura, quale risorsa preziosa ed insostituibile presente nella comunità locale.

I volontari iscritti all’associazione Genitori per la Promozione Umana, previa autorizzazione data dal Presidente, possono accedere alla struttura ogni qualvolta lo desiderino, senza tuttavia disturbare il normale andamento della routine domestica.

I volontari all’interno della struttura, favoriscono un clima ricco di relazioni e di sollecitazioni potenziando il collegamento con gli ambienti esterni.

Per i volontari vengono identificate le seguenti funzioni:

o   compagnia

o   animazione

o   accompagnamento all’esterno.

Inoltre, su desiderio specifico del volontario, vi sarà la possibilità di affiancare il personale nello svolgimento delle sue funzioni, rispettando tuttavia le indicazioni ricevute dal personale stesso.

I volontari avranno quale punto di riferimento una persona individuata dall’ente gestore, che si occuperà del loro graduale inserimento e della verifica della positività della presenza. Con tale persona i volontari dovranno relazionarsi per qualsiasi problematica insorgente.

Nell’esercizio delle loro funzioni i volontari saranno assicurati.

Le funzioni di governance

Tutte le funzioni di governance, di coordinamento ed amministrative, nonché le funzioni di promozione del servizio e di valutazione della sperimentazione saranno garantite da persone competenti che presteranno la loro opera sottoforma di volontariato.

Il Presidente dell’associazione sceglierà le persone, affidando loro i singoli incarichi, anche accogliendo le indicazioni che verranno dal Coniglio Direttivo. A maggior garanzia di trasparenza, il Presidente designerà un numero ridotto di collaboratori (due o tre) ai quali affiderà il compito di coadiuvarlo nelle funzioni considerate più delicate.

Si ritiene che le funzioni da presidiare debbano essere le seguenti:

  1. Gli ingressi e le dimissioni
  • Autorizzazione agli ingressi e le dimissioni
  • Monitoraggio dei progetti e verifica degli inserimenti. In tale funzione sono compresi anche i rapporti con i Servizi Sociali di riferimento dei disabili 
  1. Il personale
  • Selezione, verifica e gestione
  • Interfaccia con il personale anche per raccoglierne le istanze
  1. I volontari
  • Selezione e gestione
  • Interfaccia con i volontari anche con funzione di facilitatore
  1. Le risorse economiche
  • Registrazione contabile
  • Attività amministrativa
  • Attenzione ai bandi per erogazioni di risorse. Tale funzione prevede anche la predisposizione della documentazione necessaria alla partecipazione
  1. La funzione legale
  2. La promozione del servizio
  • Organizzazione di eventi
  • Rapporti con enti pubblici e privati
  1. La formazione per personale e volontari

I pasti

Al fine di garantire ai disabili la somministrazione di una dieta equilibrata, si è valutata la possibilità di convenzionarsi, per la fornitura dei pasti, con la Fondazione “Il Cerchio” che quotidianamente gestisce la cucina dell’adiacente Residenza Sanitaria Assistenziale “San Remigio” tramite appalto ad una cooperativa.

Il servizio pasti in convenzione sembrerebbe offrire maggiori garanzie di tutela per i disabili costretti, a volte, a regimi alimentari specifici.

Si sono valutati i costi della giornata alimentare.

Questi risultano essere:

Colazione     €  0,50 + IVA

Pranzo           €  3,65 + IVA

Merenda        €  0,45 + IVA

Cena              €  3,50 + IVA

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Totale €  8,10 + IVA

Naturalmente i disabili consumeranno parecchi pasti all’interno dei Centri Diurni frequentati.

Costi per l’avvio della comunità

In caso di affidamento dello stabile per la sperimentazione, l’associazione contrattualizzerà con il Comune di Busto Garolfo, proprietario dello stabile, gli impegni reciproci per quanto riguarda le ristrutturazioni necessarie.

Si prevedono comunque già da ora degli esborsi necessari per:

  • piccole opere elettriche (predisposizione di prese, punti luce ed attacchi telefonici)
  • l’acquisto degli arredi
  • l’acquisto delle stoviglie
  • l’acquisto della biancheria
  • la messa a disposizione di materiale di uso domestico.

Il costo per l’avvio della comunità è stimabile attorno a 30.000 €.

Tale costo non verrà imputato nel computo delle rette, ma sostenuto a cura dell’associazione che si avvarrà anche di donazioni, mano d’opera gratuita, offerte di privati. Infatti, in previsione dell’avvio della Comunità in questi anni si è lavorato per cercare di chiudere il bilancio annuale in attivo garantendosi un piccolo fondo di partenza.

La definizione del costo della retta

Per la definizione della retta sono state date come sicure le seguenti circostanze:

  • un’entrata sicura di 30.000,00 € annue, necessaria per calmierare la retta, che dovrà essere raccolta tramite donazioni da privati
  • la saturazione media annua di cinque posti letto. 

A tali condizioni si calcolano i seguenti costi che dovranno rientrare per la definizione della retta.

I costi fissi si riferiscono a:

  • costo del personale (sono stati previsti tre assistenti familiari assunti per un anno più un quarto operatore in servizio per tre mesi che dovrà garantire le sostituzioni per ferie)
  • vitto e alloggio personale
  • utenze (metano, acqua, luce…)
  • assicurazione

I costi variabili si riferiscono ai pasti dei disabili.

 

La tabella evidenzia, rispetto al numero di disabili presenti in struttura, riga per riga l’aumentare dei costi.

COSTI FISSI COSTI VARIABILI TOTALE COSTI COSTO UNITARIO GIORNALIERO  
 
4.868,45 390,00 5.258,45 175,28  
4.868,45 780,00 5.648,45 188,28  
4.868,45 1.170,00 6.038,45 201,28  
4.868,45 1.560,00 6.428,45 214,28  
4.868,45 1.950,00 6.818,45 227,28  
4.868,45 2.340,00 7.208,45 240,28

A seguito di quanto esposto, si ipotizzano le seguenti rette calcolate considerando la copertura dei costi con una saturazione media data dalla presenza di cinque disabili contemporaneamente presenti in comunità.

  1. servizio residenziale definitivo                             € 47,00 + IVA giornaliere
  2. servizio residenziale temporaneo                       € 52,00 + IVA giornaliere
  3. servizio residenziale breve                                   € 57,00 + IVA giornaliere.

Le rette esposte, leggermente maggiorate rispetto alla spesa effettiva, sembrano sufficienti a garantire l’associazione di fronte ad eventuali rischi (periodi di non saturazione dei cinque posti letto, spese impreviste…)

 

Va sottolineato che la retta, pur molto bassa rispetto a quella necessaria per l’accesso ad altri servizi residenziali del territorio, è comunque superiore al costo ipotizzato come sostenibile dalle famiglie. Non può essere però soggetta ad ulteriori abbassamenti, se non a fronte di altre entrate sicure.

Il rapporto con altre realtà del territorio

Lo stabile che il Comune di Busto Garolfo intende mettere a disposizione oltre ad offrire gli spazi necessari per poter sperimentare la Comunità familiare, come da progetto descritto, presenta al suo interno anche delle aree che potrebbero essere utilizzare in maniera polivalente per attività di ricreazione, di sensibilizzazione, di formazione. Si ritiene che tali aree, gestite e controllate dall’associazione, possano essere usufruite anche da altre associazioni del territorio che potrebbero utilizzarle per riunioni, incontri culturali, momenti di ritrovo… Si ritiene che i momenti di convivenza fra la GPU e le altre associazioni o realtà territoriali possano offrire un ulteriore valore aggiunto in quanto servono a non isolare i disabili residenti. Anche la particolare realtà nella quale è collocato l’appartamento, realtà multi-etnica, sfida l’associazione a proporsi come entità di “aggregazione” in un contesto culturale differente, ma con bisogni di socializzazione territoriali. Si ritiene che ciò potrà avvenire anche grazie alle caratteristiche di apertura proprie delle persone disabili, facilmente aperte a nuovi incontri.


Cosa abbiamo già?

Sei letti offerti dal Rotary altomilanese (grazie!)

Cosa ci manca: tutto il resto compreso…tanti volontari!

_________________________________________________________

Sperare in un futuro sereno per i propri figli è il desiderio naturale di ogni genitore.

Per i familiari di persone con disabilità, questo desiderio si traduce in una domanda :

COSA SARA’ DOPO DI NOI ?

Desideriamo condividere con persone sensibili il nostro prossimo obiettivo :

” L’apertura dell’ ” Oasi Domus “, comunità familiare residenziale per disabili.

L’Oasi Domus rappresenterà la soluzione per sei famiglie che già da oggi necessitano risposta alla domanda.

Poiché questa domanda interpella tutti, nessuno escluso, ci permettiamo di riproporla a tutte le persone di buona volontà.  ( siamo disponibili ad un incontro per meglio illustrare il progetto e le modalità di collaborazione).-

La bontà è l’unico investimento che non fallisce mai.
Henry David Thoreau

 

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One comment

  1. Ho partecipato al concerto Gospel che avete promosso a favore della comunità. E’ stato molto piacevole…E’ bello divertirsi ed aiutare una “giusta causa”
    grazie
    una vostra fan



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